Con lo sguardo “di dentro”: Matera 2019, capitale europea della cultura. Diritto di accesso e partecipazione dei detenuti alla vita culturale della comunità

AZIMUT ONLUS HA PARTECIPATO AL CONVEGNO ORGANIZZATO DAL CESP NEL CARCERE DI REBIBBIA A ROMA. UNA GIORNATA RICCA DI SPUNTI ED EMOZIONANTE.

PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA.

CESP-CENTRO STUDI SCUOLA PUBBLICA

CONVEGNO A REBIBBIA

29 marzo 2019

Con lo sguardo “di dentro”: Matera 2019, capitale europea della cultura. Diritto di accesso e partecipazione dei detenuti alla vita culturale della comunitàApproda in carcere l’Open Future dei detenuti

Nel convegno organizzato dal CESP-Rete delle scuole ristrette, svoltosi il 29 marzo scorso nella Sala Teatro della Casa Circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso di Roma, gli studenti “ristretti” hanno presentato un significativo cartellone di eventi per Matera 2019 nelle carceri. Con lo sguardo “di dentro”. Matera 2019, capitale europea della cultura è, infatti, la rassegna con la quale, dal 29 marzo sino al 15 dicembre prossimo, le istituzioni penitenziarie italiane si apriranno, grazie al contributo delle scuole inserite nelle sezioni penitenziarie, facenti parte della “rete delle scuole ristrette”, ad attività culturali ed artistiche. “Open Future”, hanno sottolineato i detenuti, è lo slogan scelto da Matera per la sua candidatura a capitale europea della cultura. Aprire il futuroperché proprio una città antica come Matera, uscita vincente dalla sfida con il tempo può, senza paura, pensare ai tempi che verranno.  In una sala affollata di docenti e dirigenti scolastici dei percorsi di istruzione nelle carceri provenienti da tutta Italia, alla presenza della Direzione, dell’Amministrazione Penitenziariae dell’Area educativa ( il Ministro Alberto Bonisoli,non avendo potuto presenziare per impegni politici, ha raggiunto telefonicamente i partecipanti dichiarando di sostenere il percorso dei docenti e dirigenti della rete), ha preso la parola Federica, giovane transgender, che ha sottolineato il proprio percorso interno al penitenziario, nel quale la scuola le ha restituito, senza alcuna forma di discriminazione, dignità e identità profonda.Gli studenti “ristretti” hanno richiamato un passo del Cristo si è fermato ad Eboli di Carlo Levi, nel quale la voce narrante fa una indimenticabile descrizione di Matera e hanno sottolineato “è proprio da una città che ha fatto della bellezza e dell’arte il fondamento del proprio riscatto, imponendosi all’Europa e al mondo, che vogliamo ripartire, perché Matera sarà per noi espressione dell’esercizio alla cittadinanza, attraverso la partecipazione attiva alla vita culturale della comunità”. Dopo l’apertura e i saluti istituzionali i lavori della giornata sono proseguiti attraverso due diverse tavole rotonde, una di dirigenti e docenti dei percorsi di istruzione di primo e secondo livello, l’altra di docenti universitari ed esperti. Si è così entrati nel merito delle luci e delle ombre della nuova istruzione adulti (sono state avanzate proposte da porre in fase successiva all’attenzione del MIUR) e si è evidenziata la necessità di strutturare in maniera più cogente l’intervento universitario, tanto in relazione agli organici quanto nella prospettiva della costruzione di una rete tra università e poli universitari. A sottolineare l’importanza della cultura e dell’istruzione nelle carceri, la giornata è stata costellata da interventi artistici: l’esibizione del duo artistico, con fisarmonica e violino, dei due giovani artisti “ristretti” di Rebibbia, le performance teatrali dei due detenuti di Spoleto (Compagnia SineNOmine) e Volterra (Compagnia del Graziani di Volterra) appositamente autorizzati dalla magistratura di sorveglianza a partecipare all’evento, l’installazione di due mostre: “Riscatti” realizzata da Fotografo Andrea Abati nella Casa Circondariale di Prato, grazie al CPIA 1 di Prato e “Tarocchi reclusi”, del maestro d’arte Pietro Sacchi, panneli realizzati nella Bottega d’arte presso la Casa di reclusione “San Michele” di Alessandria (le due mostre rimarranno in esposizione presso la Casa Circondariale di Rebibbia NC per un mese), l’esposizione del Libro d’Arte, in stile medioevale, costruito dagli studenti “ristretti” (e non), frequentanti il Corso di Biblioteca in-formazione ed espressione del sé a Rebibbia.