Campagna di prevenzione, diagnosi e cura delle ipovedenze in Tanzania

Stiamo portando avanti, con partner ed autorità locali, un programma molto ambizioso per la formazione del personale sanitario tanzaniano sulle ipovedenze. Abbiamo donato alcune attrezzature per la diagnosi e la cura delle ipovedenze, iniziato la formazione del personale  e avviato una campagna di screening nelle scuole e nei centri di salute periferici che ha già raggiunto circa 700 persone nel Distretto di Bunda, in Tanzania.

Il progetto, oltre che rivolgersi all’ospedale Manyamanyama, si occupa dei territori rurali, attraverso il coinvolgimento di 20 centri di salute e di 20 scuole. Stiamo lavorando su due livelli: con i bambini delle scuole elementari e con la popolazione del Distretto. Partendo da semplici strumenti, gli insegnanti delle scuole sono stati coinvolti in un sistema di screening oculistico primario degli alunni, che vengono poi indirizzati ai centri sanitari più vicini per una prima presa in carico.

Lo staff medico e infermieristico, formato presso l’Ospedale Manyamanyama, si reca nei centri sanitari per valutare le condizioni di salute sia dei bambini che degli adulti. Le persone ipovedenti più gravi vengono seguite in ospedale, mentre gli altri, dove possibile, vengono curati direttamente nei centri. La formazione avviene ad opera del personale specialistico oculista del Policlinico Umberto I di Roma, come da consueta partnership rafforzata negli ultimi anni. La professoressa Elena Pacella si è recata a luglio 2018 in Tanzania per la formazione del personale locale e la campagna di screening.

Il progetto sta fornendo all’ospedale Manyamanyama e ai centri di salute e alle scuole, la strumentazione per la misurazione della vista e per la prescrizione di lenti correttive, occhiali da vista, farmaci per la cura delle malattie come tracoma e oncocercosi. 

 

                             

In Africa vive il 14% della popolazione mondiale e ci sono 4.8 milioni di ciechi e 16.6 milioni di ipovedenti, una proporzione molto più elevata se comparata ad altri paesi. Inoltre, c’è anche il più basso numero di oculisti al mondo: 1 oculista per milione di abitanti.

La cecità infantile, nei paesi a basso reddito, porta il 60% dei bambini alla morte entro 1 anno da quando diventano ciechi. Nel mondo ci sono 1,5 milioni di bambini ciechi di cui il 90% vive nei paesi a basso reddito. Ogni anno circa 400.000 bambini perdono la vista. L’impatto di un grave deficit visivo su questi bambini è devastante: ottengono risultati meno brillanti a scuola, vengono isolati dalla comunità e nella famiglia e hanno maggiori rischi di ammalarsi e morire. E’ stato stimato che la metà di questi bambini diventano ciechi per cause evitabili o curabili. In Africa la principale causa di cecità infantile è la carenza di vitamina A che causa disfunzione retinica con cecità notturna e opacità corneali con cecità irreversibile.

In Tanzania, nel luogo dove operiamo da più di 10 ani, non esiste nessun centro oculistico che possa prendere in carico pazienti con problemi visivi. Per questo abbiamo disegnato un programma che arrivi a supportare la popolazione del Distretto di Bunda e gli operatori sanitari attraverso la formazione e la donazione di attrezzature per la diagnosi e la cura delle ipovedenze.

Il presente progetto è un primo passo verso quello che speriamo possa essere un centro di riferimento, per adulti e minori affetti da disabilità visiva, come gli errori di refrazione, cataratta, glaucoma, tracoma, oncocercosi e cecità infantile.

Il progetto è cofinanziato dai fondi dell’ 8×1000 della Tavola Valdese e del 5×1000 di Azimut onlus.